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Legge di Goodhart: quando la misura sostituisce il valore

Matteo Miotto1 ottobre 2026Anno I • fascicolo 5 settembre–ottobreTempo di lettura 2 minuti

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Cosa misura davvero un'azienda quando dice di misurare il valore? Il 26 agosto 2026 Meta ha chiuso un accordo transattivo da 17 miliardi di dollari. L'accordo prevede, tra le altre cose, un limite giornaliero di due ore su Facebook e Instagram per gli utenti tra 13 e 17 anni (modificabile solo dai genitori), un blocco notturno di default, il divieto di mostrare il conteggio dei like agli under 18 e la possibilità per i minorenni di attivare un feed senza raccomandazione algoritmica.

Genealogia della Cultura

Massimo Salvati29 settembre 2026Anno I • fascicolo 5 settembre–ottobreTempo di lettura 11 minuti

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Che cos’è la cultura? Sembra una domanda banale, ma non lo è affatto. La cultura viene comunemente definita come «l’insieme delle conoscenze, dei valori, delle credenze e dei comportamenti che un individuo acquisisce tramite lo studio o che un gruppo sociale condivide e tramanda nel tempo». Una definizione talmente normalizzata da sembrare neutra e completa, peccato che non lo sia affatto.

Capo tossico: quando la parola nasconde il vero problema

Laura Colombo16 settembre 2026Anno I • fascicolo 5 settembre–ottobreTempo di lettura 5 minuti

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Ogni epoca produce le proprie parole chiave. Alcune rendono finalmente visibili fenomeni che esistevano già ma che non possedevano ancora una denominazione condivisa. Nel mondo del lavoro, negli ultimi anni, poche parole hanno avuto il successo dell'aggettivo "tossico".

L’errore e i limiti della verità

Susanne Becker1 settembre 2026Anno I • fascicolo 5 settembre–ottobreTempo di lettura 4 minuti

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Ogni modellizzazione della realtà contiene una porzione di realtà più o meno grande. L'errore è il punto in cui la realtà eccede il modello. Per questo una cultura che vuole eliminare l’errore rischia di perdere anche il principale meccanismo attraverso cui scopre i limiti delle proprie rappresentazioni.

La filosofia serve a creare concetti

Il Redattore7 agosto 2026Anno I • fascicolo 4 luglio–agostoTempo di lettura 5 minuti

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Le aziende dovrebbero assumere filosofi, perché i filosofi creano concetti. Le aziende sono strutture complesse alimentate dal significato. Hanno bisogno di essere comprese da chi ci lavora e dal mercato, ma devono anche comprendere il mercato, i concorrenti, i cambiamenti che avvengono intorno a loro e perfino la propria identità.

Utilizzare l’IA generativa per sviluppare la strategia

Junio Caselli4 agosto 2026Anno I • fascicolo 4 luglio–agostoTempo di lettura 9 minuti

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Chi guida un’impresa è abituato a confrontarsi con persone – nel board, tra i consulenti o con i colleghi – in incontri in cui senso e valore nascono dall’incrocio di esperienze e prospettive diverse. Oggi, però, i leader stanno scoprendo un nuovo interlocutore: l’intelligenza artificiale generativa. Non come un collaboratore cui delegare la redazione dei testi o dei report, ma come partner cognitivo, capace di aprire spazi di riflessione strategica e di contribuire alla creazione di senso nuovo per l’organizzazione.

I tipping point, punti di non ritorno

Enrico Cerni29 luglio 2026Anno I • fascicolo 4 luglio–agostoTempo di lettura 2 minuti

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Arrivi fin lì e ti sembra che il paesaggio che osservi possa rimanere quello per sempre, piacevolmente placido, con qualche curva, qualche saliscendi e qualche imprevisto tornante, perché i panorami che sono concessi agli esseri umani non sono mai ordinati secondo criteri di perfezione e di staticità. Per lungo tempo immagini che il tuo futuro abbia gli stessi colori del passato, le stesse sfumature, i medesimi ghirigori.

AI e incarnazione

Il Redattore25 luglio 2026Anno I • fascicolo 4 luglio–agostoTempo di lettura 4 minuti

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La rilevanza di un’azione aumenta se il soggetto è coinvolto nell’esito. L'incarnazione è uno dei fatti più straordinari e meno compresi della tradizione cristiana. Da quasi duemila anni i cristiani affermano che Dio entra nella storia come uomo che nasce, cresce, conosce la fame, la sete, la fatica, il dolore fisico, l'angoscia e la morte.

I confini del sapere

Junio Caselli20 luglio 2026Anno I • fascicolo 4 luglio–agostoTempo di lettura 4 minuti

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A partire dal XX secolo, con le crisi dei fondamenti matematici, le rivoluzioni scientifiche e l’emergere delle scienze cognitive, nel cuore del pensiero si apre una frattura epistemologica decisiva: la conoscenza non è più intesa come un sistema chiuso, autosufficiente e deduttivamente completo. Piuttosto, essa appare come un campo aperto, instabile, processuale e costitutivamente interpretativo.

Come nasce una civiltà capace di criticare se stessa

Dino Molteni30 giugno 2026Anno I • fascicolo 3 maggio–giugnoTempo di lettura 8 minuti

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La tesi di questo articolo non riguarda la giustizia o la superiorità di qualcuno rispetto a qualcun altro, ma l’eccezionalità dell’Occidente (proprio perché fuori dalla norma delle società) che è stato capace di costruire istituzioni dedicate alla fallibilità: la scienza, la peer review, la separazione dei poteri, la libertà di parola, la libertà di stampa, il processo accusatorio, la critica filosofica, l’università, la revisione costituzionale e così via.

Il ruolo che nessuno ti ha assegnato

Edoardo Morelli18 giugno 2026Anno I • fascicolo 3 maggio–giugnoTempo di lettura 7 minuti

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Come emergono le leadership reali nelle organizzazioni. In fondo a ogni tua email c’è una riga che dice chi sei e cosa fai, un nome, un titolo, un reparto. È la versione ufficiale del tuo ruolo, quella che l’azienda ha deciso, che le risorse umane hanno registrato, magari l’hai concordata, di sicuro è quella che compare sull’organigramma.

Se hai disordine dentro non puoi fare ordine fuori

Edoardo Morelli8 giugno 2026Anno I • fascicolo 3 maggio–giugnoTempo di lettura 10 minuti

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La nostra mente elimina quasi tutta l'informazione che riceve e seleziona soltanto ciò che considera rilevante. Valori, obiettivi e convinzioni agiscono come criteri di questa selezione. Comprendere come funziona il filtro attenzionale significa capire perché alcune persone vedono opportunità ovunque mentre altre si sentono sommerse dal rumore.

Smart working, obiettivi e complessità

Francesco Ricci8 giugno 2026Anno I • fascicolo 3 maggio–giugnoTempo di lettura 3 minuti

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Se solo i lavori fossero tutti uguali! Le questioni complesse raramente ammettono soluzioni semplici, e lo smart working appartiene a questa categoria. Il dibattito pubblico ha progressivamente ridotto il tema a una contrapposizione in stallo: da un lato l’idea che si vogliano riportare le persone in sede per controllarle, dall’altro la convinzione che i dipendenti vogliano stare a casa solo per non lavorare. Entrambe le posizioni banalizzano in modo offensivo entrambe le lecite posizioni.

La stanza di Gregor

Junio Caselli5 giugno 2026Anno I • fascicolo 3 maggio–giugnoTempo di lettura 4 minuti

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La stanza di Gregor Allegoria sulla capacità degli ambienti di generare e classificare gli esseri che contengono. Quando si parla della Metamorfosi di Kafka, tutta l'attenzione si concentra su Gregor Samsa. Si analizza la sua trasformazione (Kafka aveva scritto Verwandlung e non Metamorphose) in insetto, si guardano il rapporto con la famiglia, il senso di colpa, l'alienazione e il lavoro, fino a chiedersi di quale condizione umana tutti gli eventi del racconto possano essere metafora.

Come scoprire il valore nascosto nella tua azienda

Francesco Ricci3 giugno 2026Anno I • fascicolo 3 maggio–giugnoTempo di lettura 10 minuti

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Possono nascere molte innovazioni da un nuovo modo di nominare e usare ciò che già possediamo in azienda. Molte aziende si aspettano che l’innovazione arrivi da fuori da sé. Nuove tecnologie, mercati, talenti, consulenti o miracoli. Come fanno le squadre di calcio quando vogliono risolvere un calo dei risultati acquistando giocatori da altri campionati. È comprensibile e a volte funziona.

Il valore dell'inefficienza

Beatrice Lari28 maggio 2026Anno I • fascicolo 3 maggio–giugnoTempo di lettura 3 minuti

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Nel linguaggio del management esistono poche parole con una reputazione migliore di efficienza. Da oltre un secolo le organizzazioni cercano di ridurre sprechi, eliminare ridondanze, semplificare procedure e accelerare i processi decisionali. L'impresa ideale viene spesso immaginata come una macchina perfettamente progettata, nella quale ogni componente svolge la propria funzione con il minimo consumo possibile di risorse.

La “filter bubble” delle organizzazioni

Marco Zampollo4 marzo 2026Anno I • fascicolo 2 marzo–aprileTempo di lettura 4 minuti

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Le organizzazioni contemporanee hanno informazioni da vendere. Sono sempre più connesse e più rapide nel reagire a stimoli noti. Ma quando il contesto cambia lateralmente, quando i segnali non arrivano dai canali consueti, e quando le necessità non sono incrementali ma discontinue, per alcune imprese la situazione è quella di una fragilità strutturale.

Il Karma delle organizzazioni

Francesco Ricci10 febbraio 2026Anno I • fascicolo 1 gennaio–febbraioTempo di lettura 3 minuti

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Le organizzazioni crescono perché alcuni individui donano interpretazioni. La frase può apparire insolita. Siamo abituati a pensare che le organizzazioni crescano grazie al capitale, alla tecnologia, ai processi o alle competenze. Tutti elementi importanti. Eppure nessuno di essi è sufficiente a spiegare perché alcune organizzazioni sviluppino una capacità straordinaria di comprendere il proprio ambiente mentre altre, pur disponendo di risorse simili, rimangano intrappolate in letture datate della realtà. La differenza risiede spesso nella produzione e nella circolazione di significato.